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Per una refezione scolastica bio e di qualità

Mense biologiche

L’Amministrazione comunale nel recente bando per l’affidamento del servizio di ristorazione scolastica ha introdotto alcuni elementi di novità quali “la giornata del biologico” con cadenza settimanale, la “giornata tradizionale montorese” con cadenza mensile e l’uso di posate e stoviglie biodegradabili. Elementi di novità che accogliamo con favore in quanto espressione di politiche orientate alla sostenibilità ambientale. Tuttavia, il consumo di prodotti biologici appare inutile se non opportunamente contestualizzato rispetto al menu nel suo complesso, così come appare insufficiente il ricorso alla filiera corta e ai prodotti locali limitato a un solo giorno per mese.

Inoltre, è bene precisare che l’orientamento della nostra legislazione, a partire dalla legge n. 488 del 1999, è quello di indirizzare la scuola verso la fruizione di una mensa biologica. Le disposizioni della suddetta legge, infatti, prevedono l’utilizzo nelle diete giornaliere di “prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché quelli a denominazione protetta”. Il legislatore di recente ha rafforzato tale orientamento introducendo l’obbligo per i soggetti appaltanti di “prevedere che sia garantita un’adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, nonché l’attribuzione di un punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato «dieta mediterranea»…(legge 128/2013).

Pertanto, pur riconoscendo i buoni propositi dell’Amministrazione comunale non possiamo qualificare il servizio desumibile dagli atti di gara quale servizio innovativo e virtuoso.

Riteniamo che il Comune di Montoro, nell’ottica di un costante miglioramento dell’offerta di servizi di pubblica utilità, debba adottare politiche di refezione scolastica innovative improntate alla promozione della salute e alla salvaguardia dell’ambiente.

A tal fine abbiamo proposto che:

  • Siano utilizzati esclusivamente alimenti provenienti da produzione biologica, da produzione integrata e da sistemi di filiera corta, alimenti DOP, IGP, STG e altre connotazioni locali, senza Ogm e con uno standard di utilizzo di prodotti biologici non inferiore al 60%;
  • Gli standard del servizio di ristorazione scolastica siano definiti attraverso una carta del servizio in modo da rappresentare gli impegni che il Comune intende assumersi e far assumere al proprio appaltatore;
  • Sia istituita e regolamentata la Commissione mensa per favorire la partecipazione e la trasparenza nella gestione del servizio di ristorazione scolastica e per attivare forme di collaborazione e coinvolgimento dell’utenza. Siano inoltre predisposte delle schede di valutazione per agevolare il ruolo di collaborazione della commissione nel monitoraggio dell’accettabilità del pasto e delle modalità di erogazione del servizio.
  • Siano adottate politiche di riduzione e gestione dei rifiuti e siano definite specifiche condizioni di esecuzione. A tal fine proponiamo di adottare la seguente clausola contrattuale:
    “L’aggiudicatario dovrà utilizzare – nella fase di somministrazione e consumo dei pasti – posate, stoviglie e bicchieri riutilizzabili. E solo per documentate esigenze tecniche potrà essere possibile il ricorso a prodotti monouso che dovranno essere biodegradabili e compostabili in conformità alla norma UNI EN 13432:2002. La ditta aggiudicataria dovrà fornire certificati di prodotto che attestino la conformità a tale norma.
    L’aggiudicatario dovrà garantire una corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, coerente con le modalità di raccolta individuate dall’amministrazione comunale. L’amministrazione aggiudicatrice effettuerà verifiche in corso di esecuzione contrattuale.”
  • Sia previsto un piano di informazione agli utenti. A tal fine proponiamo la seguente clausola contrattuale:
    “La società erogatrice del servizio di ristorazione dovrà garantire un’informazione agli utenti relativamente alla provenienza territoriale degli alimenti, alla stagionalità degli alimenti, all’alimentazione, salute e ambiente, affrontando, tra gli altri, il tema dell’opportunità di ridurre i consumi di carne anche per gli impatti ambientali causati dalle pratiche correnti di allevamento di animali.”
    Tutte le informazioni sul servizio di ristorazione scolastica dovranno inoltre essere pubblicate sul portale del comune in una sezione dedicata.
  • In un rapporto semestrale l’aggiudicatario dovrà elencare tipi, quantità dei prodotti alimentari, metodi di produzione ed origine dei prodotti acquistati per la commessa, allegando documentazione appropriata (per l’origine, ad esempio, le certificazioni relative allo standard internazionale sui sistemi di gestione della rintracciabilità di filiera ISO 22005:200710).
    Dovrà dichiarare inoltre la quantità approssimativa di prodotti alimentari non consumati nel corso del periodo e le misure intraprese per ridurre tali quantità
  • Siano previste iniziative di educazione ambientale e di educazione al consumo coinvolgendo i ragazzi di tutte le scuole del territorio in merito a:
    – riciclo dei rifiuti (compostaggio, riciclo creativo, ecc.)
    – educazione alimentare
  • I menù siano elaborati in considerazione delle linee di indirizzo del Ministero della Salute e delle raccomandazioni dell’Istituto nazionale della nutrizione, e quindi siano “preparati con rotazione di almeno 4/5 settimane, in modo da non ripetere quasi mai la stessa ricetta, e diversi per il periodo autunno-inverno e primavera-estate. In tal modo i bambini acquisiscono la disponibilità di ortaggi e frutta in relazione alle stagioni e soddisfano la necessità fisiologica di modificare l’alimentazione secondo il clima. Un menù variato, facilmente attuabile per la molteplicità di alimenti della dieta mediterranea, fa conoscere ai bambini alimenti diversi, nuovi sapori e stimola curiosità verso il cibo”.
  • Siano effettuate visite periodiche in corso di esecuzione contrattuale per appurare la rispondenza delle prestazioni rese dall’appaltatore e delle caratteristiche dei prodotti alimentari somministrati agli impegni assunti nel contratto d’appalto, nonché di riservarsi la possibilità di richiedere ulteriore documentazione probatoria a tal fine.
  • Siano previste penali per ogni difformità quantitativa/qualitativa rispetto al capitolato definendo con chiarezza le modalità e i criteri per la loro applicazione.

 

Crediamo sia importante e necessario migliorare la ristorazione scolastica puntando su prodotti sostenibili, cibi sani, locali, di stagione e biologici e che introdurre cibi tipici del territorio sia funzionale alla ricostruzione di circuiti economici locali, con evidente vantaggio per la qualità e freschezza degli alimenti, oltre che per la sopravvivenza del tessuto produttivo agricolo locale, che, in questo modo, recupera anche un importante ruolo sociale.

La scuola e le istituzioni sono chiamati perciò a giocare un ruolo importante nel migliorare lo stato nutrizionale di bambini, promuovendo e creando le condizioni per una sana e corretta alimentazione.

Franca Tirelli

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