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Immigrazione: erogazione bonus ai Comuni che accolgono

La decisione di concedere il cosiddetto “bonus accoglienza” ai Comuni, sebbene in misura una tantum, riconosce il ruolo e il senso di responsabilità delle comunità locali nella delicata partita dell’accoglienza dei profughi.
I sindaci sono protagonisti in questo momento nell’affrontare con grande senso di responsabilità un fenomeno, quello migratorio, di portata storica che riguarda tutta l’Europa.

Sostegno economico ai Comuni
Il bonus di 500 euro per ogni richiedente asilo, destinato ai Comuni che accolgono, è un un contributo una tantum.
Il sostegno economico ai territori che fanno la propria parte nell’accoglienza deve diventare strutturale anche con provvedimenti come lo sblocco del turn over del personale. Infatti, questo serve per dare risposte alle comunità che accolgono, con servizi adeguati, sostegno economico alle famiglie in difficoltà, investimenti per strade o scuole, evitando così tensioni sociali e difficoltà.

L’assegnazione delle somme spettanti ai Comuni, prevista dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio “Misure urgenti a favore dei Comuni in materia di accoglienza”, è effettuata calcolando le presenze, anche di minori stranieri non accompagnati, in tutte le diverse tipologie di centri di accoglienza (centri di prima accoglienza, strutture temporanee e SPRAR) alla data del 24 ottobre. Risorse aggiuntive vengono riconosciute ai Comuni sede di porti di sbarco e ai Comuni sede di hotspot.

Accoglienza: applicazione del Decreto Fiscale
Di seguito il testo della norma (art. 12, comma 2, Decreto Fiscale): “Quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2016. A tal fine, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, è istituito un apposito Fondo iscritto nella missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», programma «Flussi migratori, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le confessioni religiose». Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalità di ripartizione delle risorse di cui al presente comma tra i comuni interessati, nel limite massimo di 500 euro per richiedente protezione ospitato e comunque nei limiti della disponibilità del fondo”.

Franca Tirelli

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